Bergamosera.com - 5 luglio 2010FRANA DEVASTA LA VALLE GRASSA: CHIESTO LO STATO DI CALAMITA'OLTRE IL COLLE — Il sindaco di Oltre il Colle ha chiesto lo stato di calamità naturale per la frana che nella serata di martedì 29 giugno 2010 è precipitata dal monte Menna devastando tutta la zona della cosiddetta Valle Grassa. Lo riferisce il portale
www.news.oltreilcolle.net.
Lo smottamento è avvenuto a causa di un violento nubifragio e ha portato con sé massi, terra, alberi, acqua e detriti. La grande massa ha bloccato la frazione di Zorzone, che è rimasta isolata per qualche ora durante l’intervento dei mezzi di sgombero.
“L’alveo della valle Grassa è devastato – spiega il portale locale -. I tubi di convogliamento delle acque sono danneggiati, così come gli imponenti manufatti a difesa delle sponde, insieme con le opere di presa delle sorgenti per l’acqua potabile realizzati durante gli anni ‘90. Il bacino dell’acquedotto con i tubi di captazione è stato completamente sotterrato dal fango e dai massi. Un tombotto di collegamento si è otturato e ha straripato, mentre una parte della strada comunale per Zorzone è danneggiata nel manto stradale e per la grave voragine della massicciata”.
Devastata anche una parte della fognatura franata a valle. Oggi cominceranno i lavori di ripristino più urgenti ed essenziali.
Ecodibergamo.it - 3 luglio 2010GROSSA FRANA A OLTRE IL COLLE: ACQUEDOTTO, FOGNE E STRADINE KOCorsa contro il tempo a Zorzone di Oltre il Colle per riparare i danni del nubifragio che si è abbattuto la sera di martedì scorso sulla Valle Grassa. Una frana, staccatasi dal monte Menna, a circa 1.400 metri di quota, ha travolto condutture e bacino dell'acquedotto della frazione, fognature, tre strade agrosilvopastorali e la strada comunale che collega Zorzone al capoluogo. Giovedì e ieri i tecnici della Sede territoriale della Regione (ex Genio civile) hanno verificato i danni, stanziando, per un pronto intervento, 75 mila euro. I lavori, affidati all'impresa Ghisalberti di Zogno, sono già stati affidati e dovrebbero iniziare settimana prossima. Un'urgenza - spiegano dall'ex Genio civile - dettata dal rischio di una pericolosa esondazione della valletta per eventuali altre abbondanti piogge.
«La frana ha coinvolto tutta la Valle Grassa - spiega il sindaco Rosanna Manenti -. Si è staccata sopra il bivacco Matuida, ha travolto il bacino dell'acquedotto, le fognature, tre strade rurali, una delle quali porta alle casere di Serina, e ha invaso la strada che arriva a Zorzone. Martedì sera la frazione era isolata ma, lavorando nella notte, siamo riusciti a ripristinare la viabilità da mercoledì mattina. I danni sono ingentissimi: la frana di sassi, fango, alberi, (distante una cinquantina di metri dalle prime case di Zorzone, ndr), è arrivata fino alla Valle Parina. Chi ha visto lo smottamento ha detto che era pauroso. Il problema principale resta l'acquedotto: l'opera di presa e le condutture, di oltre un metro di diametro, sono state letteralmente sommerse, le vasche di cemento sollevate. Anche le fognature della parte bassa di Zorzone si sono rotte». «Fortunatamente i 15 bacini dell'acquedotto comunale sono in rete - prosegue il sindaco - e la frazione non è rimasta senz'acqua. Ma se dovesse piovere la situazione peggiorerebbe. Abbiamo quindi segnalato la calamità naturale e ringrazio i tecnici dell'ex Genio civile per essere intervenuti immediatamente riconoscendo la situazione di emergenza. I lavori da fare sono tanti e urgenti».
Ex Genio civile che ha subito stanziato fondi per la messa in sicurezza della Val Grassa. «Bisogna riparare l'acquedotto il prima possibile - spiega il dirigente della Ster, Claudio Merati - perché l'aumento di popolazione del paese in estate potrebbe creare problemi di approvvigionamento idrico. E poi occorre ripristinare il regolare deflusso dell'alveo per scongiurare eventuali esondazioni».
«Si provvederà allo sgombero del materiale franato - continua il dirigente della Ster - al ripristino dell'opera di presa dell'acquedotto e alla costruzione di briglie di contenimento. La frana, infatti, ha distrutto opere di difesa realizzate alcuni anni fa dal Genio civile».
«La quantità di materiale sceso è probabilmente intorno ai 2.000-3.000 metri cubi - spiega Mauro Fenice della Ster -, quindi particolarmente importante».
Giovanni Ghisalberti
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